11 settembre: falsi, bugie e complotti svelati da 60 ingegneri aerospaziali

60 ingegneri aerospaziali chiedono una nuova indagine sull’undici settembre

Presentiamo qui una traduzione adattata e selettiva dell’articolo in inglese presente al link appena sopra. Risulta chiaro che almeno 60 ingegneri aerospaziali con una lunga esperienza hanno avanzato seri dubbi sul fatto che le spiegazioni ufficiali sull’Undici settembre siano un inganno. Per loro è chiaro che l’11 settembre potrebbe essere stato frutto di un complotto di portata ben più ampia che non il complotto ordito dal “califfo” Bin Laden dalle sue grotte afgane. L’ipotesi su cui converge la maggior parte di questi ingegneri aerospaziali è quella dell’autoattentato. E la credibilità delle versioni ufficiali si riduce a zero.

Ecco una selezione da una raccolta di interventi fatta da Dwain Deets, ingegnere aerospaziale della NASA.
Nella lista per primi vengono coloro che hanno più di 30 anni di esperienza nel settore aerospaziale.
Phil R. Bales, ingegnere esperto di affidabilità aerospaziale e del ciclo di vita dei veicoli aerei. Ha lavorato per compagnie produttrici di motori aerei come la Teledyne CAE, Raytheon, e la marina militare degli USA.
“Quando mi confrontai con i fatti, e considerai la realtà che le temperature del carburante dei jet non supportano le modalità di cedimento che sono state suggerite nel rapporto ufficiale, fui costretto a cambiare paradigma. Questa realtà ha cambiato tutta la mia prospettiva su quei gruppi che prima avevo bollato come gruppi di tizi iperemotivi e di scarsa educazione. Mi ero sbagliato e sono grato ai Truthers dell’11 settembre per darmi voce in capitolo sulla verità! Ora anch’io sono per la verità sull’11 settembre.”

“I fatti sul crollo dei tre edifici del WTC l’11 settembre 2001 semplicemente non supportano la teoria proposta dal rapporto della PBS, o dalla pubblicazione del governo statunitense. Dev’esserci qualche altra spiegazione che soddisfi la mia fame di verità sulle orribili realtà del WTC e della strage del Pentagono.”
“Come ingegnere, come patriota, come cittadino degli Stati Uniti d’America, io chiedo che il governo, che è responsabile nei confronti dei suoi cittadini, costituisca una commissione indipendente per indagare e redigere un rapporto sulla verità dell’11 settembre 2001.”

Dr. Robert M. Bowman, Lt. Col., USAF (aeronautica statunitense), in pensione; Exec VP, Millennium III Corp; Vice-Pres, Space Communications Co; Director of Advanced Space Programs Development, US Space Division (USAF); 101 missioni di combattimento su F4, Vietnam; Direttore del dipartimento di ingegneria aerospaziale, AF Inst of Tech, WPAFB.
“La spiegazione ufficiale nel rapporto del NIST viola le leggi della fisica. È fisicamente impossibile che un edificio (o qualunque altra cosa) casa a velocità vicina-a-quella-di-caduta-libera e crolli (frantumando acciaio e cemento) perpendicolarmente al terreno. Un input di energia esterna (come gli esplosivi) è assolutamente essenziale. Inoltre, affinché la cima di una delle torri si inclini di circa 30 gradi e NON continui a inclinarsi cadendo giù, si deve violare la legge di conservazione del momento angolare. Il crollo simmetrico dell’edificio 7 causato da un danno altamente asimmetrico è anch’esso incredibile. Non ci è ancora stata detta la verità. Se il governo non ha nulla da nascondere, perché continuare a nascondere tutto? Perché non fare una nuova indagine davvero indipendente?”

Dr. Alvin M. Bloom, ingegnere consulente. BS, Master of Science, PhD in Ingegneria Aerospaziale, University of Texas, Austin, 1967
“I crolli di edifici (in verticale) a velocità di caduta libera possono solo essere causati da una demolizione controllata.”

Paul Browning, Master of Science, 35 anni di esperienza ingegneristica con un contractor della NASA, Bell Labs, Bellcore, AT&T Labs and Cingular/AT&T Mobility (12 anni come manager ingegneristico)
“Gli unici grattacieli di acciaio che siano crollati a seguito d’incendio furono il WTC 1, 2 e 7. Questi edifici furono costruiti per reggere all’impatto di un Boeing 707 a pieno carico, un aereo che ha all’incirca le stesse dimensioni e lo stesso peso dell’aereo che le colpì l’undici settembre.”

“Le temperature prodotte dagli incendi semplicemente non raggiunsero quelle richieste per avere un impatto significativo sull’integrità strutturale dell’edificio. I pompieri che si trovavano due piani sotto il punto d’impatto in un edificio comunicarono, via radio, che l’incendio era controllabile. Ovviamente non si trovavano nei pressi di temperature di 2000 gradi due piani sopra di loro. Le immagini hanno mostrato persone sopravvissute all’impatto che stavano in piedi nel foro creato dall’aereo. Queste persone non sarebbero state lì nelle condizioni ipotizzate nella storia ufficiale.”
“I vigili del fuoco ricordarono di aver udito una serie di esplosioni secondarie esattamente come quelle che sarebbero state usate per produrre una demolizione controllata e che i crolli sembravano esattamente come quelli che furono.”
“Il WTC 7 non fu colpito da nulla eppure crollò nello stesso modo delle torri. Metallo fuso contenente zolfo, indicante termite, rimase sotto a tutti e tre gli edifici per intere settimane dopo l’undici settembre. Macerie di acciaio strutturale furono portate via il prima possibile senza ispezioni. Fare foto di Ground Zero o persino fermarsi a guardarlo era stato considerato un crimine.”
“L’impatto dell’aereo e gli incendi risultanti non potevano aver fatto sì che le torri gemelle crollassero e dire che il crollo del WTC 7  fu dovuto agli impatti è semplicemente assurdo.”

Dr. David Chen, PhD in Ingegneria Elettronica, University of Illinois at Urbana-Champaign. Ha lavorato presso varie compagnie aerospaziali  lavorando sull’intelligenza artificiale, sulle reti e sulla sicurezza dei sistemi di reti. Attualmente lavora presso Boeing Anaheim, California.
“Il NIST e il Congresso degli USA dovrebbero vergognarsi di questa indagine di scarso livello.”

Malcolm Davis, Laurea in Ingegneria Aerospaziale, University of Texas (Austin), 1961.
“È assurdo pensare che il WTC 7 sia crollato a seguito degli eventi dell’11 settembre, come viene generalmente promosso.”

Joseph L. DeClue, Laurea presso il MIT (Class 1951), Retired Pres. Database Multitech, Designed analog and digital circuits.
“La spiegazione politicamente corretta del governo non è credibile. Sembra molto probabile che il nostro governo abbia avuto qualche parte o per lo meno sia stato consapevole dell’attacco imminente. Inoltre, la mancanza di reattività da parte della Air Force non fu credibile.”

Dwain A. Deets, Ex Ingegnere per la ricerca aerospaziale. Presso il NASA Dryden Flight Research Center, è stato direttore della Research Engineering Division, Director for Aeronautical Projects, e manager del Flight Research Program.
“Le molte immagini sugli accaduti (massicci membri strutturali scagliati orizzontalmente, grandi nubi piroclastiche ecc.) non lasciano alcun dubbio, nella mia mente, sul coinvolgimento di esplosivi.”

Thomas James Dolan, 45 anni come ingegnere meccanico progettista sul programma lunare Apollo, missioni con partecipazione umana, investigatore su incidenti di X-15, B-70, T-39 (certificato USC & FAA), di Boeing 767, dello Space Shuttle, del Navstar Global Positioning System e della Stazione Spaziale.
“Ho visto in TV edifici commerciali crollare con demolizioni controllate prima dell’11 settembre. Mi è stato detto che nessuna compagnia statunitense di demolizioni farà ufficialmente commenti sull’undici settembre. Io personalmente ho visto e udito in tempo reale due vigili del fuoco (uno sporco ed esausto, seduto fuori di un muretto basso di un giardino) e un altro, tutto pulito, che parlava. Entrambi guardavano l’edificio 7, che si trovava sullo sfondo (a un isolato?) e, alla domanda per quello esausto, da parte di quello pulito, riguardo alle condizioni di quello esausto, uno guardò il suo orologio e disse, per quel che ricordo: ‘Verrà giù alle quattro e mezza circa!’ A quel tempo non ci pensai molto, ma adesso ci penso molto ogni volta che salta fuori il tema dell’undici settembre!”

Larry Erickson, ingegnere della NASA in pensione (33 anni di esperienza). Ha svolto ricerche nei campi della dinamica strutturale, dell’aerodinamica, dell’aeroelasticità e dello sbattimento.
“Sembra che dalle spiegazioni ufficiali manchino serie indagini tecniche da parte di esperti.”

Edmond (Monty) John Forbes, nel 1981 ha fatto parte della MITRE Corp, Bedford MA come principale Sys Engineer per le strutture aeree presidenziali “Wide Body”. Tale attività si è estesa ai sistemi “Special Service” nelle piattaforme basate su ali fisse e in quelle basate su strutture alari rotanti, fino al pensionamento nel 2004.

“È vero, entrambe le strutture delle torri nord e sud del WTC hanno subito l’impatto di aerei commerciali 767, che hanno ucciso passeggeri innocenti, gli equipaggi e i dirottatori e, con essi, coloro che si trovavano nei piani degli edifici ai punti di impatto. La devastazione e le perdite umane al di fuori della sede dell’impatto sono stati dovuti a cause diverse, questo si può dedurlo e dimostrarlo in base ai progetti e alle caratteristiche delle torri.”
“Le temperature nelle aree di impatto, dovute al carburante “Jet-A” incendiatosi, al mobilio degli uffici e all’altro materiale da ufficio che ha preso fuoco, NON avrebbe potuto salire al livello di 1650-2200 gradi necessario per deformare e far cedere le giunture delle strutture d’acciaio causando il crollo totale delle strutture.”
“Tale ‘cedimento’ avrebbe potutto essere causato solo tramite risorse pirotecniche create dall’uomo e preventivamente collocate da ‘outsider’. Guardate la distruzione del WTC7. Nessun aereo né alcuna maceria pesante caduta a lato delle torri ha colpito quell’edificio.”
“L’intera distruzione di quegli edifici si è svolta secondo il classico metodo usato per distruggere gli edifici, finalizzata a fare spazio a nuove strutture.”

Marc Graziani, ingegnere e manager per Sperry Utah e Univac per molti anni, in primo luogo nell’industria aerospaziale.

“Non c’è bisogno di alcuna laurea per il semplice buon senso: se tutte le strutture cadessero come sono cadute queste strutture, allora perché spendiamo milioni di dollari ogni anni pagando esperti di demolizione per demolire le strutture causando danni collaterali minimi?Questo non è un mondo perfetto, nessuna struttura di questa grandezza potrebbe indebolirsi in modo perfetto e crollare su se stessa.”

Dr. Jay Kappraff, Professore associato di Matematica. Ingegnere chimico con Dupont 1960-1961, Ingegnere aerospaziale con NADA 1963-1965, Ph.D. in matematica ottenuto dal NYU Courant Inst. specializzato nella fisica del Plasma, Professore associato di matematica al New Jersey Inst. of Technology dal 1974 a oggi.
“L’analisi dei tre crolli del WTC, fatta da Richard Gage, è molto convincente. Il fatto che gli edifici sono crollati a velocità prossima a quella di caduta di un grave non ha altra spiegazione se non la demolizione controllata. Il crollo simmetrico rinforza questa ipotesi.”

Kathleen McGrade, B.S. in ingegneria dei materiali allo NMIMT, classe del ’78. Ha fatto parte di uno start up denominato Starstruck e allestito per il lancio di un razzo finalizzato a portare satelliti in orbita intorno alla terra. Ora è il gestore di una compagnia che ispeziona i camion facendo test anti-incendio.
“Dopo aver letto per quattro mesi qualunque cosa potessi trovare sul tema, mi sono reso conto che tutte le prove necessarie per vedere la verità stanno nel video di dieci secondi sul crollo del WTC7. Non avete bisogno di una laurea in ingegneria per vederla.”

David Wayne Nicholson, Presidente della Windhunter Corporation. Ha lavorato nelle industrie nucleare, automobilistica, aerospaziale e farmaceutica concentrandosi sulla progettazione dei macchinari.
“La mia esperienza professionale con i metalli in ambienti ad alte temperature mi ha convinto che quei tre edifici non avrebbero potuto essere demoliti con incendi causati dal carburante dei jet.”

Keith Emanuel Noren, Senior Systems Engineer. 35 anni di esperienza come ingegnere soprattutto nella difesa antimissilistica (sensori IR, Discrimination, Flight Test Planning).
“Ci sono davvero troppe domande rimaste senza risposta – tre torri apparentemente distrutte (polverizzazione del cemento, temperature di fusione non raggiunte, velocità di caduta libera, travi d’acciaio all’insù, analisi chimica che mostra la presenza di esplosivi, acciaio fuso nel basamento, rapida rimozione delle macerie), troppe notizie di intelligence in anticipo per trattarsi di pura incompetenza, insider trading, il congelamento virtuale delle difese aeree, le testimonianze di Norm Mineta/Richard Clarke in contrasto con quella di Dick Cheney, il Pentagono che non pubblica i video delle telecamere di sorveglianza, un buco nero/la mancanza di un aereo a Shanksville …”

Robert W. Poltz, Presidente e Amministratore Delegato di Design Analytx International, leader mondiale nei sistemi ad alta tecnologia di analisi sull’affidabilità dei progetti. Ha pubblicato 19 articoli sull’ingegneria dell’affidabilità on Reliability Engineering. Membro della Society of Reliability Engineering, IEEE, e ASQ (American Society for Quality).
“Sono diventato pienamente consapevole che c’era qualcosa che non quadrava riguardo all’intero scenario che circondava il crollo dei due grattacieli. Essendo cresciuto all’ombra dell’Empire State Building a New York City nella mia gioventù e nella mia vita di adulto, ricordo di aver sentito a scuola che la Manhattan inferiore era “Ground Zero” nell’eventualità di un attacco nucleare. Vivere e lavorare nei grattacieli è la norma a New York City. Sono virtualmente indistruttibili, considerata la quantità di acciaio usata e una storia di sovra-costruzione (over-building) di queste strutture. Poi ho visto il video di Loose Change e mi ha aperto gli occhi, nella più totale incredulità al pensiero che il nostro governo abbia potuto fare qualcosa del genere e spero di farmene una ragione. Che si incominci con udienze indipendenti per determinare la causa del crollo di questi edifici in base a un’analisi scientifica. Che le prove ci conducano da lì fino a procedimenti giudiziari nei confronti dei colpevoli.”

Attila M. Revesz, Senior Member di IEEE e Senior Member di AIAA, ha lavorato come ingegnere ricercatore e ha insegnato fisica e matematica a livello universitario in Ungheria. Ha lavorato come ingegnere progettista nell’industria aerospaziale e come manager in California.
“Il crollo rapido e simmetrico degli edifici su se stessi è in contraddizione con il resoconto ufficiale. I suoni di esplosioni nei piani vicini al piano terra poco prima dei crolli suggeriscono la demolizione controllata.”

Fine parte 1.

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Prima volta in questo blog? Leggi qui.
Chi pensa al complotto ha la testa bacata? Leggi qui.
Ma in fondo errare è umano? Leggi qui.


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7 risposte a 11 settembre: falsi, bugie e complotti svelati da 60 ingegneri aerospaziali

  1. anonimo ha detto:

    Hai letto il suo nuovo articolo sulla NT? A parte la solita generalizzazione indebita, era da un pò che non leggevo tante fandonie messe assieme.

  2. Yob ha detto:

    è da un bel pezzo che non leggo cose sue, anche perché i trucchetti del "metodo Attivissimo" sull'11 settembre oramai credo siano abbastanza chiari a tutti.

  3. anonimo ha detto:

    Yob ? Utente Anonimo ? Certo che siete bravi a sparare su uno che ci mette la faccia su quello che dice e quello che fa… personalmente ringrazio Paolo Attivissimo perchè, nel mio lavoro, i suoi consigli e le sue inchieste mi sono state molto utili… qui parlate solo dell'11 settembre… che skifo di blog.. non avete qualcos'altro da fare nella vita ?? 🙂

  4. Yob ha detto:

    Egregio Utente Anonimo che schifi e maledici il nostro anonimato.

    Sapevi cosa ne pensa Attivissimo del blogging anonimo? Puoi trovare informazioni qui:
    http://it.wikiquote.org/wiki/Paolo_Attivissimo

    Infine, Attivissimo è libero di "metterci la faccia" oppure no.
    Noi abbiamo preferito non mettercela.
    Lui ha scelto di mettercela (anche se concedici di dire con un po' di malizia che crediamo che non sempre e non in tutti i blog né in tutti i commenti ai suoi post ce la metta).

    Questo non credo ci impedisca di esprimere critiche con un nome d'arte, purché siano argomentate, razionali e fondate sui fatti. Quello che conta è il testo, quanto sono argomentate le critiche, non l'autore.

    Qui parliamo quasi solo dell'11 settembre, come tu dici, ma non vedo perché la scelta di avere un blog monotematico e scritto con un nome d'arte debba qualificarlo come schifoso.
    Anche le nostre critiche ad Attivissimo sono per lo più circoscritte al trattamento che lui riserva all'11 settembre.
    Anche noi siamo grati ad Attivissimo per molte sue analisi, diverse da quelle sull'11 settembre. E gli siamo grati anche per le analisi sull'11 settembre, perché – pur avendo fuorviato molti utenti in buona fede – ci permettono di capire come anche in analisi investite di un'aura di scientificità si possano annidare trucchi subdoli, fallacie logiche, menzogne, omissioni e, in sostanza, un fondamentale oscurantismo (altrimenti definibile come negazionismo del problema-11 settembre).

  5. anonimo ha detto:

    60 inegneri aerospaziali danno giudizi su un settore ingegneristico non di loro diretta competenza: l'ingnegneria civili-strutturale.
    Opinioni interessanti ma solo opinioni.
    Secondo le mie conoscenze universitarie la tensione di snervamento degli acciai cala esponenzialmente con l'aumentare della temperatura.
    Esempi:
    tipo                         temp.                      snervamento(MPa)
    fe 360                    200                                    240
    fe 360                    500                                    180
    fe 360                    800                                    20
    AISI304                  200                                     215
    AISI304                  500                                     145
    AISI304                  800                                     60
    AISI316                  200                                     215
    AISI316                  400                                     175
    AISI316                  800                                     140
    fonte: collegio dei tecnici dell'acciao – giornata delle costruzioni in acciao (convegno di settembre 2001) gli atti del convegno li trovate su internet.
    Non mi sembra tanto strano che a seguito di urto di notevole energia alcune (non so quali e quante) colonne vengano tagliate o danneggiate e a seguito di aumento della temperatura le restanti colonne raggiungano il punto critico oltre il quale non è più possibile sostenere il peso che grava loro sopra.
    A cio aggiungo una considerazione da semplice ingegnere strutturista chiunque è libero di contestare. I pilastri, di solito, si calcolano per resistere molto al peso che verticalmente grava su di loro e poco alle sollecitazioni laterali semplicemente perchè le forze verticali sono molto maggiori delle forze orizzonatli.

  6. Yob ha detto:

    Grazie del contributo.
    La invito comunque a considerare il fenomeno nel suo complesso con l'aggiunta ineliminabile e simultanea di questi altri fenomeni::
    Crollo iniziato in maniera repentina, senza pregressi apparenti segni di cedimento nei minuti precedenti il crollo.
    Crollo avvenuto a velocità simile a quella di caduta libera.
    Crollo pressoché verticale sulle fondamenta stesse dell'edificio.

    Mettendo insieme tutti questi fattori ritiene probabile un crollo generato dal solo impatto degli aerei + incendi?

    "Non mi sembra tanto strano che a seguito di urto di notevole energia alcune (non so quali e quante) colonne vengano tagliate o danneggiate e a seguito di aumento della temperatura le restanti colonne raggiungano il punto critico oltre il quale non è più possibile sostenere il peso che grava loro sopra."
    In tal caso il crollo non dovrebbe molto più probabilmente essere parziale e con inclinazioni solo da un lato? L'incendio inoltre è avvenuto in una parte mediana-alta dell'edificio: perché è crollato TUTTO? La parte bassa, essendo più fredda, non avrebbe dovuto restare intatta?

  7. Decalagon ha detto:

    –60 inegneri aerospaziali danno giudizi su un settore ingegneristico non di loro diretta competenza: l’ingnegneria civili-strutturale.–

    Invece Danilo Coppe, geominerario esplosivista e criminalista, ha le competenze necessarie per trattare il crollo dei tre grattacieli sotto l’aspetto strutturale e ingegneristico :-))
    LOL

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