FAQ 1.1. Le censure di Attivissimo su insider trading e CIA

Inizia con questo articolo una rassegna analitica sugli errori, le fallacie, le bufale, le omissioni, le reticenze, le scorrettezze che Attivissimo (talvolta coadiuvato dai suoi collaboratori) ha infilato nelle numerose FAQ del sito-blog 11 settembre, il principale blog in cui Attivissimo si occupa dell’11/9.

 

FAQ 1.1.Rivelati dettagli sulle “put option”. Le fonti che Attivissimo cita ammettono che i movimenti furono anomali e che coloro che li notarono ritennero doveroso riferirli all’FBI!

Il “problema”, diciamo noi, è che nessuno aveva idea di cosa potessero mai centrare alcuni investitori occidentali “sospetti” con quell’11 settembre che per petitio principii era fallacemente assunto come opera esclusivamente di terroristi arabi islamisti mediorientali! Se un legame del genere è assunto per principio come assurdo e impensabile, ovviamente tutta la scottante questione viene riposta in un cassetto, magari in attesa di qualche sviluppo che permetta di superare l’impasse oppure, più semplicemente, viene riposta in un cassetto e lasciata lì a marcire. E così è stato fatto, finché qualcuno non ha voluto riscrivere la storia cancellando questi elementi scomodi, e guardacaso è divenuto la fonte prediletta del sito di Attivissimo sulla question.

Attivissimo dice che quelle manovre finanziarie ”Non furono anomale”. Invece che furono anomale lo ammette lo stesso sito di Attivissimo in un altro articolo.
Attivissimo tenta di spiegare l’origine di questi movimenti anomali in “notizie di ingenti perdite delle compagnie aeree”, ma l’anomalia straordinaria, notata da più fonti, resta tale e quale. E Attivissimo non dice nulla sulla stretta connessione rilevata invece da Ruppert, fra una delle principali aziende che investirono sulle put option, la A.B. Brown e Buzz Krongard, il direttore esecutivo della CIA che pochi anni prima era manager della stessa Brown. Attivissimo omette di riferire e indagare la connessione lampante con Buzz Krongard. Che, ricordiamo, non è una qualunque vaga connessione complottista fra gli insider traders e la CIA, ma è la constatazione che la banca di investimenti coinvolta direttamente nell’insider trading ERA STATA DIRETTA fino al 1998 da una persona la quale aveva lavorato nella stessa banca fino al marzo 2001, quando era stata nominata da G. Tenet alla DIREZIONE della CIA, COME SUO TERZO FUNZIONARIO IN ORDINE DI IMPORTANZA, DURANTE gli attacchi dell’11/9! Ma tu guarda chi è uno dei due insider traders più sospettati! Non è una prova definitiva di chissà cosa, ma è un indizio strabiliante che Attivissimo, bel bello, non solo ignora, ma censura. La probabilità di un fenomeno del genere – che indica una precognizione da parte di Krongard non solo relativa agli attacchi in generale, ma addirittura relativa alla linea aerea coinvolta negli attacchi – nell’ambito del paradigma ufficialista, sarebbe estremamente bassa, mentre, in un paradigma “complottista” LIHOP estremo o MIHOP si alzerebbe di molto, perché questo paradigma implica che alcuni dei più alti funzionari dei servizi segreti erano consapevoli e forse partecipi di molto di ciò che sarebbe accaduto. Ma siccome la strabiliante notizia non fa al caso suo e anzi porta acqua al suo “nemico”, Attivissimo dà una bella sforbiciata, censura.
(http://www.hereinreality.com/insidertrading.html, http://www.fromthewilderness.com/free/ww3/12_06_01_death_profits_pt1.html )  E Attivissimo segue John, abbassandosi prevedibilmente a dire che “Inoltre l’investitore fu identificato e non ha alcun legame possibile con il terrorismo”. No, davvero, si tratta assolutamente una persona che mai si è occupata e si occuperà di terrorismo! Davvero un’osservazione BRILLANTE, ACUTA, forse leggermente reticente! Anzi, Attivissimo, all’ottimo utente Davide, che gli fa notare l’impressionante connessione, risponde facendo il finto tonto, come se ignorasse la connessione (un classico delle indagini “anticomplottiste” sull’11/9). Davide gli presenta la fonte, al che interviene il compagno di Attivismo, l’altro blogger John, il quale con diverse dichiarazioni opinabili e apparentemente arbitrarie, cerca invano di denigrare la fonte:
 
“Cooperative Research cita un articolo di giornale (Independente) del 14 ottobre 2001.
Innanzitutto, Cooperative Research è una specie di gigantesca raccolta che inserisce tutto ciò che trova senza verificarne attendibilità e aggiornamenti (è una precisa e condivisibile scelta, ma impone che il lavoro di verifica lo faccia il lettore).
E’ un punto di partenza, non di arrivo.
L’articolo, come ho detto, è dell’ottobre del 2001 e più volte abbiamo evidenziato che non si può parlare nel 2007 continuando a citare articoli di stampa usciti pochi giorni dopo i fatti, quando i dati erano confusi e tutti dicevano di tutto. Le ipotesi avanzate da Independent sono state vagliate con inchieste pubblicate tre anni dopo, quindi sono obsolete.”
 
Primo errore di John: l’articolo di giornale citato da Cooperative Research non proviene da un fantomatico giornale Indipendente, ma dal celeberrimo “Independent” (la clamorosa storia è rilevabile direttamente qui: http://www.independent.co.uk/news/business/news/mystery-of-terror-insider-dealers-631325.html e in alternativa qui: http://www.blythe.org/nytransfer-subs/2001med/The_Disappearing_911_Insider_Trading_Cases ). Ma può passare, in quanto probabile refuso. In secondo luogo John, in certo qual senso, denigra il validissimo sito di volontari Cooperative Research come un’accozzaglia di articoli buttati lì “senza verificarne l’attendibilità” e fa un’affermazione di per sé leggermente distorcente, perché Cooperative Research è un sito serio che riunisce prevalentemente le fonti ufficiali con un’accurata selezione preliminare, e difficilmente scenderebbe a bassezze come quelle a cui ha fatto ricorso talvolta lo stesso Attivissimo, il quale si serve anche di blog personali di perfetti sconosciuti che ignorano il significato di “fonte”, purché facciano al caso suo. Ma poi, siccome a John quel dato risulta sgradito, trova una scusa per denigrare anche quella fonte: sarebbe troppo vecchia, “datata”. E come tutte le cose vecchie, anche le fonti diventerebbero brutte sporche e cattive! E denigra gli “articoli di stampa usciti pochi giorni dopo i fatti, quando i dati erano confusi e tutti dicevano di tutto.” (http://undicisettembre.blogspot.com/2006/09/insider-trading-e-11-settembre.html ) Qui gli errori sono diversi: anzitutto non si tratta di “pochi giorni dopo i fatti”, ma di più di un mese dopo i fatti. Comunque sia, una notizia scritta a poche settimane dall’accaduto non può forse essere più fresca, più vicina ai fatti, più vicina alle persone testimoni dei fatti? E cosa dovrebbe far pensare che un articolo uscito in quel periodo fosse inaffidabile? Allora per conoscere cos’è successo durante il rapimento di Moro non dobbiamo andare a leggerci quel che dicevano i giornali in quei giorni e in quelle settimane, perché “erano confusi” ma solo i sicuramente-più-affidabili articoli di giornale, magari gli editoriali, scritti 6 anni dopo, magari appianando qualche verità qua e là, censurando, omettendo qualche nome che non fa comodo, che magari non rientra nel quadro di una teoria ufficialista? O magari dobbiamo rifarci a qualche tesina compilativa, purché scritta almeno una mezza dozzina di anni dopo? E la lontananza dai fatti, dai testimoni, dalle persone che hanno vissuto la vicenda, dove la mettiamo? E la cortina di ferro interpretativa che può instaurarsi in tutti quegli anni?

Ma così non si rischia di cadere in una fede negli articoli conciliatori, nelle “verità” che fanno più comodo a coloro che le hanno smussate, regolarizzate, confezionate?

Dopo i generosi e validi suggerimenti di Davide, ci sarebbe stata un’occasione per affrontare approfonditamente un’altra “teoria del complotto”, abbastanza nota, ma si vede che anche quella questione era per così dire indigesta, per cui è stata lasciata a margine, sotto, sotto nei commenti, senza neppure aggiornare gli articoli veri e propri, i quali, debunking o non debunking, presentavano in ogni caso gravi falle.

 

E, infine, notiamo che le informazioni sull’insider trading sono state considerate così balzane che un insigne e stimatissimo membro democratico del Congresso americano, Dennis Kucinich, ancora nel 2008 lo considerava un problema da indagare attentamente. E si presume che continui a considerarlo tale.Prossima FAQ

Indice FAQ
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Prima volta in questo blog? Leggi qui.
Chi pensa al complotto ha la testa bacata? Leggi qui.
Ma in fondo errare è umano? Leggi qui.


 

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