Un metodo di Attivissimo, SECONDA PARTE

Continua qui l’analisi dell'”arte della fuga” esercitata da Attivissimo, partendo dal precedente articolo su “Un metodo di Attivissimo”.

Al che Stefano Girelli risponde:

 

  1. Stefano Girelli dice:
    10 Settembre 2007 alle 21:21

Paolo
>Molte delle questioni che citi (antrace, Oklahoma City) esulano dal tema.

Tua opinione, molto soggettiva. La bizzarra storia del terrorismo in USA prima e dopo l’11 settembre importa eccome, non forse dal punto di vista strettamente scientifico, ma da quello storico-politico.

>Il “video di dubbia autenticità” è dubbio soltanto perché qualcuno insiste a mostrarne fotogrammi di una copia di una copia di una copia. Se ti procuri l’originale.

Ho visto l’originale e le foto del tuo articolo, ma i dubbi restano eccome; il video dove “Bin Laden” si confesserebbe autore dell’11/9 presenta un tizio curiosamente diverso, in almeno un paio di particolari somatici e cromatici che dovrebbero essere invariabili, rispetto agli altri suoi video.

>E poi scusami la battuta, ma se è vero (come asseriscono i complottisti) che bin laden è una pedina della CIA, che bisogno c’è di assumere un sosia?

Se anche fosse una pedina della CIA, la CIA non potrebbe avere il controllo totale su di lui e su quello che dice, quindi un sosia è una soluzione semplice. E, lasciando stare la CIA, per qualunque fazione che volesse dare la colpa a Bin Laden, la strategia più semplice sarebbe quella di creare un video-confessione con un attore-sosia.

>Parliamone. In che cosa è scadente? Le immagini degli squarci sono inequivocabili. Le testimonianze degli incendi pure. Hai visto i filmati trasmessi a Matrix? Hai letto i rapporti preliminari del NIST? Hai visto le versioni integrali dei filmati del crollo? Hai sentito il pompiere che annuncia che il WTC7 è pericolante e pende?

Ho esagerato, scusa, perché credevo ci fosse ancora la vecchia povera pagina di alcuni mesi fa. Adesso più ricca e approfondita, ma, nonostante la grande ricchezza di immagini, non offri nessuna prova conclusiva, eppure pretendi di negare perentoriamente l’ipotesi-demolizione. [fallacia induttiva da generalizzazione indebita, n.d.r.] Questo, mentre il governo e Giuliani si sono comportati in modo piuttosto losco sul tema e quando anche il NIST deve ancora consegnare il suo rapporto definitivo su questo preciso tema. [e sì, come nota Girelli, Attivissimo si arroga il diritto di dire la sua parola definitiva prima ancora che la dica il NIST… n.d.r.] Peraltro, i dati da te presentati sono piuttosto selettivi. Per esempio non dici che uno dei maggiori esperti di demolizioni controllate europeo, Danny Jovenko, che non era mai stato un complottista e si fidava della versione ufficiale, osservando il crollo, ha affermato e continua tuttora a sostenere che si tratta di demolizione controllata. Inoltre, per esempio, non citi i filmati dove poliziotti affermano, riferendosi al WTC 7 poco prima del crollo, che “it’s gonna blow up”, sta per esplodere. Esistono poi varie testimonianze contrarie all’ipotesi ufficiale. [Girelli ha colto alcuni fra i punti dolenti del metodo-Attivissimo: generalizzazione indebita e iperselettività delle affermazioni da “sbufalare”, n.d.r.]

>Chiediti, invece, come mai non ci sono ingegneri strutturisti che abbiano fornito perizie professionali e peer-reviewed a sostegno delle ipotesi alternative.

Non sono sicurissimo che non ce ne siano. [In realtà esistono decine e decine, forse centinaia di ingegneri edili e strutturisti americani e non americani che sostengono di non credere ai resoconti ufficiali, ma Attivissimo fa finta che non esistano, n.d.r.] Tuttavia, intorno alla versione ufficiale dell’11/9 in USA si sono costruite molte istituzioni, fondazioni, riviste, e sicuramente è accademicamente, professionalmente, e infine anche economicamente rischioso per un ricercatore proporre ora, dopo 6 anni, ipotesi politicamente scorrette, ma qualcosa sta muovendosi, credo.

 

Dopodiché Attivissimo si fa attendere fino all’8 ottobre e risponde alle domande di tutti gli altri utenti ma smette inaspettatamente di rispondere alle obiezioni di Stefano Girelli, a cui, si dovrebbe dedurre, non sa replicare. Girelli aveva in effetti colto nel segno e rilevato alcune fra le principali fallacie e inadempienze care a Paolo Attivissimo. Tanto che il 10 novembre, un altro utente, Giovanni Quercini, se ne accorge, e scrive:

Noto che Attivissimo non ha più degnato di risposta il signor Girelli, poverino.

Attivissimo dunque ha qui adottato proprio quella tattica della fuga di cui egli stesso accusa, nelle sue invettive, i “complottisti” (a ragione, magari, ma credendosi magicamente immune dal fenomeno!). Nel contempo, Attivissimo ha fatto ricorso a quella sua tipica tattica iperselettiva consistente nella preliminare selezione delle cose da smontare, nel provare a rispondere a quelle e solo a quelle e nel voler dare poi a credere, con la sua tipica fallacia induttiva di una generalizzazione indebita, di aver smontato tutto (dopo aver risposto alle domande da lui preselezionate in modo talora convincente, ma talaltra in modo approssimativo e in certi casi con qualche arrampicata sugli specchi). L’uso di questa fallacia induttiva generalizzante è così assiduo e ossessivo che a volte sembra di trovarsi davanti a un qualche strano filosofo ottocentesco convinto di essere lì lì per risolvere il senso totale della Storia dell’11 settembre e di poter arrivare al Sapere Assoluto su di essa, attinto da quelle che lui chiama le “fonti tecniche”, fonti spesso inveitabilmente parziali e compromesse da potenziali conflitti di interesse.

Attivissimo si dedica alle sue induzioni e generalizzazioni indebite fino al punto di fare generalizzazioni indebite e fallacie semantiche sui suoi stessi obiettivi polemici, e mettendo così in un unico “sacco” tutti i “complottisti” non ufficialisti (escludendo quindi se stesso e gli altri complottisti ufficialisti come lui, perché per lui un complotto ufficialista smette improvvisamente di essere un complotto). In tal modo Attivissimo manca di spesso di riferirsi a una precisa teoria del complotto, perché evidentemente preferisce avere a che fare con una di quelle totalità vaghe che egli ama avere come obiettivi polemici.

Egli dimentica così anche che una teoria come quella esemplificata da Tarpley, una MIHOP con terroristi di alto livello e terroristi-zimbelli, non è come il WTC che popola le fantasie di Attivissimo. Ossia, non è un castello di carta di cui basta sfiorare una carta perché crolli tutto. Invece è un edificio solido di cui bisognerebbe abbattere completamente i pilastri portanti, di cui ne elenchiamo qui, per semplicità, soltanto tre:

        non è veramente, definitivamente provato che la video-confessione di Bin Laden, ritrovata in Afghanistan dai militari americani, sia autentica, non abbia subito alcun tipo di manipolazione e che in essa chi parla sia Bin Laden in persona, anziché qualche attore o sosia. Da analisi elementari risulta invece che quel video non corrisponde ai tratti somatici di Bin Laden né corrisponde alla precedente affermazione di Bin Laden, su un giornale pakistano, dove egli non si dichiarava responsabile degli eventi.

        non è veramente, definitivamente provato che i dirottatori sapessero effettivamente pilotare gli aerei boeing compiendo addirittura le difficili manovre che hanno compiuto. Da indagini elementari risulta invece che i dirottatori, pur avendo formalmente ottenuto licenze di volo pilotando piccoli aerei e pur avendo frequentato lezioni ai simulatori di volo, avessero grandi difficoltà a pilotare aerei e mantenessero peraltro condotte da sibariti dediti alle droghe e non da islamisti radicali (non certo favorevoli alla capacità di guida di un aviatore acrobatico o semiacrobatico…), contrariamente alle raffigurazioni comuni che di essi furono fatte sui mass media. I loro modi di vita e comportamenti contrastano inoltre con quelli dei “dirottatori islamisti radicali” ormai entrati nell’immaginario collettivo (ciò di per sé non è prova certa e assoluta di alcunché ma certamente si adatta più a un quadro generale come quello descritto da Tarpley che ai quadri delle versioni ufficiali propagandate da Bush sul “complotto dei kamikaze islamisti che attaccano l’Occidente perché odiano il nostro modo di vita”)

        non è veramente, definitivamente provato che le torri gemelle e in particolare il WTC 7 siano stati abbattuti per il solo impatto degli aerei e per il solo incendio e altri fattori minoritari contingenti della versione ufficiale. Il rasoio di Occam dovrebbe far optare per la spiegazione più semplice e priva di elementi superflui, certo, ma l’intervento dei soli aerei e del loro carburante difficilmente riesce a spiegare un crollo avvenuto in maniera così improvvisa, così non-progressiva e così perfetta per limitare i danni agli altri edifici, in quanto il crollo ha seguito una direzione tendenzialmente verticale. Inoltre, i grattacieli dovrebbero indebolirsi di più e prima nelle zone colpite dall’incendio, dove l’acciaio si scalderebbe di più, mentre le parti molto superiori e in particolare quelle inferiori dell’edificio dovrebbero essere più fredde e quindi più solide e mantenere un’integrità assai maggiore ma di fatto si sono disintegrate verticalmente come se fossero state indebolite al pari delle parti incendiate. Attivissimo può tutt’al più proporre ipotesi più o meno autorevoli sulle modalità dei crolli ed esse rimangono al centro di controversie scientifiche. Attivissimo vorrebbe farci credere che le controversie scientifiche su questi temi non esistano, che esistano solo contrapposizioni fra gli scienziati veri e qualche scienziato con la testa bacata. Lo smentiscono nettamente le idee, l’autorevolezza, il numero, di questi presunti “scienziati pazzi” presenti sia in USA sia fuori dagli USA. E lo smentisce persino il “suo” esperto esplosivista italiano Danilo Coppe, che ha rilevato punti dubbi nelle modalità dei crolli.

 

Su questi tre punti Paolo Attivissimo assai difficilmente potrà dire una parola definitiva, ma probabilmente potrà solo, al limite, trarre conclusioni probabilistiche, cosa che tuttavia non ha fatto finora in proposito. Infatti, si è solo dedicato ad affermare perentorie e affrettate smentite di questi e di altri punti, per convalidare il suo personale quadro complottistico generale.

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Prima volta in questo blog? Leggi qui.
Chi pensa al complotto ha la testa bacata? Leggi qui.
Ma in fondo errare è umano? Leggi qui.


 

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