Un metodo di Attivissimo: rispondi una volta e scappa

Almeno una volta nella vita, Attivissimo ha fatto ricorso all’arte della fuga, e in un modo evidentissimo.
Questo, nonostante egli accusi i “complottisti” di sfuggire sistematicamente alle vere questioni. Spieghiamo l’episodio “incriminato”. Non che sia gravissimo, ma dai dettagli si capirà che non è di certo un episodio esemplare.
Ci troviamo alla pagina autopromozionale di Massimo Polidoro, relativa al volume da lui curato La cospirazione impossibile (Piemme, 2007), che si può considerare un libro anche di Attivissimo, che figura come coautore, quindi è responsabile del libro stesso e della sua impostazione di fondo, dato anche che lo ha promosso in grande stile. Qui interviene un utente, che dice:
 
  1. Stefano Girelli dice:
    10 Settembre 2007 alle 11:31
Era da tempo che mi auguravo che il CICAP si occupasse dell’11/9. Chiedo scusa se mi permetto di parlare del libro avendone scorto soltanto l’indice e il titolo, ma devo dire che già questi aspetti mi deludono e non mi invitano a comprare il libro. Il titolo di questo libro non sembra commisurato ai contenuti, anzitutto perché i capitoli sono focalizzati su alcuni elementi degli eventi ma sembrano tralasciarne una grande quantità (per esempio: l’antrace, i comportamenti dei presunti dirottatori, l’insider trading e, a apparentemente, ma spero di sbagliarmi, persino il crollo del WTC 7, ma anche i precedenti storici eccellenti, come l’imponente attentato a Okhlahoma City, opera di terroristi americani e non islamici, come inizialmente si volle far credere). [Notare come Stefano Girelli nota implicitamente l’utilizzo, a livello editoriale, della fallacia logica della generalizzazione indebita, nell’affermazione del titolo del libro, n.d.r.] Da questo come si può dedurre un titolo così generalista e ad effetto come la “cospirazione impossibile”? Forse perché anche la stessa versione ufficiale, con il suo apparato di video di dubbia autenticità di Bin Laden, appare un bizzarro esempio di teoria cospirativa degna dei protocolli dei Savi di Sion? E, siccome le teorie cospirative sono tante, e diversissime, perché non intitolare “LE cospirazionI impossibili”? Sarebbe stato un titolo molto più sensato.
Inoltre, dottor Polidoro, le chiedo di far attenzione al signor Attivissimo, le sue analisi non sono tutte oro colato, specialmente la sua analisi del WTC 7, sul suo sito, è di qualità molto scadente.
Smentire le attuali teorie cospirative sull’11 settembre non è facile come smentire una manciata di leggende urbane. La ricerca su questo, anche a livello accademico, è così avanzata che avrebbe meritato un’analisi molto più imponente e con esperti più specialisti. Occorreva, per esempio, un ingegnere edile di fama internazionale per provare a smentire le teorie sulla demolizione delle Torri Gemelle.
Inoltre, per smentire davvero le teorie cospirative non ufficiali non basta distruggere alcune ipotesi balzane o inadeguate, ma bisognerebbe smentire le colonne portanti degli ultimi migliori rappresentanti di esse. E questi sono “Debunking 9/11 Debunking”, a cura di D. R. Griffin e, in italiano, “La fabbrica del terrore” di Tarpley.
 
Il giorno stesso, Attivissimo, chiamato in causa, risponde abbastanza puntualmente:
 
 
[…]
 
1.     Stefano:
>Il titolo di questo libro non sembra commisurato ai contenuti
questo è un problema editoriale, gli editori spesso hanno idee ben diverse dagli autori sulla scelta dei titoli. Le liti sono frequenti  [Ma Attivissimo non specifica chi abbia scelto effettivamente quel titolo pretenzioso, dati gli inevitabili limiti tematici e di pagine del libro, n.d.r.]
>, anzitutto perché i capitoli sono focalizzati su alcuni elementi degli eventi ma sembrano tralasciarne una grande quantità (per esempio: l’antrace, i comportamenti dei presunti dirottatori, l’insider trading e, a apparentemente, ma spero di sbagliarmi, persino il crollo del WTC 7, ma anche i precedenti storici eccellenti, come l’imponente attentato a Okhlahoma City, opera di terroristi americani e non islamici, come inizialmente si volle far credere)
Molte delle questioni che citi (antrace, Oklahoma City) esulano dal tema. Il WTC7 è trattato, come lo è l’insider trading.
>. Da questo come si può dedurre un titolo così generalista e ad effetto come la “cospirazione impossibile”? Forse perché anche la stessa versione ufficiale, con il suo apparato di video di dubbia autenticità di Bin Laden
Il “video di dubbia autenticità” è dubbio soltanto perché qualcuno insiste a mostrarne fotogrammi di una copia di una copia di una copia. Se ti procuri l’originale, come abbiamo fatto, noti che la somiglianza c’è eccome. C’è un articolo dettagliato in merito anche su Undicisettembre.info.
E poi scusami la battuta, ma se è vero (come asseriscono i complottisti) che bin laden è una pedina della CIA, che bisogno c’è di assumere un sosia?
>Inoltre, dottor Polidoro, le chiedo di far attenzione al signor Attivissimo, le sue analisi non sono tutte oro colato, specialmente la sua analisi del WTC 7, sul suo sito, è di qualità molto scadente.
Parliamone. In che cosa è scadente? Le immagini degli squarci sono inequivocabili. Le testimonianze degli incendi pure. Hai visto i filmati trasmessi a Matrix? Hai letto i rapporti preliminari del NIST? Hai visto le versioni integrali dei filmati del crollo? Hai sentito il pompiere che annuncia che il WTC7 è pericolante e pende?
Capisco benissimo che in assenza di questi dati il crollo del WTC7 può sembrare anomalo. Ma prima di prendere posizione occorre conoscere il quadro completo.
>Occorreva, per esempio, un ingegnere edile di fama internazionale per provare a smentire le teorie sulla demolizione delle Torri Gemelle.
Ce ne sono quanti ne vuoi nelle riviste di settore e nei documenti elencati nella bibliografia. Te ne dico uno solo: Zdenek Bazant, professore di ingegneria civile e scienza dei materiali alla Northwestern University in Illinois. Il suo articolo “Collapse of World Trade Center Towers: What Did and Did Not Cause It?” è pubblicato sotto l’egida del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale della medesima università. Lo puoi scaricare e consultare. [Sì, ma Girelli si riferiva al libro La cospirazione impossibile, dove manca l’intervento di un ingegnere edile di fama internazionale a proposito delle Torri Gemelle, n.d.r.]
Chiediti, invece, come mai non ci sono ingegneri strutturisti che abbiano fornito perizie professionali e peer-reviewed a sostegno delle ipotesi alternative. L’onere della prova spetta a loro.
>Inoltre, per smentire davvero le teorie cospirative non ufficiali non basta distruggere alcune ipotesi balzane o inadeguate, ma bisognerebbe smentire le colonne portanti degli ultimi migliori rappresentanti di esse. E questi sono “Debunking 9/11 Debunking”, a cura di D. R. Griffin e, in italiano, “La fabbrica del terrore” di Tarpley.
Nessuno dei due è un esperto di settore, né ha attinto ad esperti di settore. [falsità grossolana di Attivissimo, visto che nei loro libri hanno attinto a una gran quantità di esperti accademici del settore. Oltre che una falsità è una presunzione, visto che lo stesso Attivissimo poco dopo dice di non aver letto “quello specifico libro”, n.d.r.] Il libro di Griffin, che ho letto, è un colabrodo di errori e di fantasie senza alcuna documentazione di supporto [invece è pieno di documentazione tecnica e scientifica rivolta a smentire gli smentitori ed è pieno di smentite allo stesso Attivissimo, che non sembra averlo letto, n.d.r.]. Su Tarpley non mi esprimo [ma subito dopo fa il contrario, n.d.r.] perché non ho letto quello specifico libro, ma uno che dice che esiste una “frangia di imperialisti malthusiani raggruppati intorno… al principe Carlo” o che cita i film “il dottor Stranamore” e “JFK” come documenti probanti o che ancora sostiene che nessun aereo civile ha colpito il Pentagono, cosa ormai accettata anche da buona parte del movimento complottista USA (in “Zero”), ha una percezione molto soggettiva della realtà. [Su quest’altro attacco ad hominem, non documentato, da parte di Attivissimo, rimando al nostro articolo a questo indirizzo, n.d.r.]
(continua) 

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Prima volta in questo blog? Leggi qui.
Chi pensa al complotto ha la testa bacata? Leggi qui.
Ma in fondo errare è umano? Leggi qui.


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Una risposta a Un metodo di Attivissimo: rispondi una volta e scappa

  1. anonimo ha detto:

    Ti ho linkato sul mio blog.

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